Come funziona un orologio al quarzo?

Come fa un orologio al quarzo a calcolare lo scorrere del tempo?
Il procedimento è decisamente complesso, voglio provare a spiegarvelo nel modo più semplice e basilare possibile.

Gli orologi al quarzo vengono chiamati così proprio per la presenza, fondamentale, di un piccolo cristallo di quarzo: una volta venivano utilizzate sezioni di una pietra naturale, oggi invece sono sintetiche. Questo minuscolo cristallo è situato in un alloggiamento all’interno del movimento chiamato barilotto: grazie alla fonte elettrica prodotta dalla batteria che viene trasmessa al circuito (che fornisce l’impulso passo passo al meccanismo) al suo interno si crea una compressione tale da farlo oscillare all’incredibile velocità di 32.768 Herz! (Gli Herz sono l’unità di misura dei cicli di oscillazione al secondo)

Se le lancette fossero direttamente collegate al cristallo di quarzo, girerebbero ad una velocità vorticosa e non ogni secondo come invece accade.
A questo punto, quindi, è lo statore (che per metà è composto da una piccola calamita e per metà da acciaio) divide questo numero di circa 15 volte fino a raggiungere il nostro numero 1.

L’impulso viene trasferito agli ingranaggi meccanici che azionano le lancette.
Infine, a collegare cristallo, rotore e ingranaggi, troviamo un piccolo circuito elettrico.

Semplice, no?